In questo particolare menù troverete le principali aree di interesse del Ns. Studio.
Abbiamo scelto questa forma di presentazione dei contenuti in quanto studi di usabilità la reputano più efficace dei menù tradizionali.
La grande rivoluzione del desktop publishing, avvenuta a cavallo degli anni '80 e '90, con l'introduzione di massa di PC con interfaccia grafica nelle case e negli uffici, ha messo nelle mani di ciascun utente molti più strumenti di quanti forse sono stati mai disponibili prima agli stessi tipografi: sterminate collezioni di caratteri (di cui però si ignorano storia, tipologia d'uso e differenze stilistiche); collezioni di immagini e di clip-art vettoriali (troppo vaste per poterle però davvero esplorare); programmi eccezionalmente complessi per impaginare documenti e modificare foto (ma nessuna indicazione delle principali regole di composizione o delle tecniche fotografiche che sono state alla base per decenni di questa arte).
Il risultato, meraviglioso a dire il vero, è stato che ciascun utente ha potuto creare i propri documenti completi di testo e fotografie con facilità e produrne copie stampate in proprio con il minimo sforzo - un risultato che sembra banale adesso,
ma solo perchè abbiamo collettivamente dimenticato cosa significava prima produrre uno stampato in tipografia oppure realizzare delle fotografie, magari creative, operando in camera oscura o partendo da diapositiva-.
Ma qualcosa è stato indubbiamente perso per strada, ed era inevitabile:
- la precisa conoscenza dei processi alla base di grafica, pittura, impaginazione, processo tipografico, poiché non sono automatismi controllati da un programma;
- il gusto di una rigorosa tipografia, intesa nel senso di uno studio degli elementi grafici che consideri il font non solo una delle mille voci simili presenti in un menù/elenco del word processor;
- la comprensione di come operi la visione umana, propriamente in senso biologico, e come questo condizioni l'efficacia di un messaggio;
- l'importanza della corretta distribuzione delle masse (intese come aree coperte da grafica/messaggi/colore) e dello spazio bianco privo di contenuti;
- spesso il gusto, talvolta anche il "buon gusto";
- la consapevolezza che la leggibilità è più importante della creatività, se questa porta a rendere poco chiaro il messaggio stampato, vuoi per mancanza di adeguato contrasto, vuoi per confusione, vuoi per dimensioni;
- e che la creatività: non è una magia misteriosa da artisti, ma è un qualcosa frutto (anche) di studi, regole, esperienza, prove, errori; che togliere qualcosa è più difficile che aggiungerlo, ma porta a risultati migliori; e che per distruggere le regole... occorre prima conoscerle ben a fondo.
A noi piacerebbe dimostrarvi:
"Meno sappiamo e più lunghe sono le nostre spiegazioni!
- (Ezra Pound)